Andare a fondo nelle storie che circondano ogni concerto è edificante. Lo abbiamo fatto con Lucio Bardi.
Esistono ancora per qualcuno i Motivi per fare MUSICA. (e sì, quella con tutte lettere maiuscole). Sicuramente fuori dalle logiche di mercato, questa musica non guarda alle classifiche, ma dentro l’anima utilizzando quell’innata disponibilità di talento. Non costruisce un ‘prodotto’ in una cavolo di riunione con lo staff di marketing ma viene ‘espulsa’ come una necessità fisiologica. In un tale contesto l’Artista trova le risorse creative che poi diventeranno qualcosa di concreto, chiamiamola espressione artistica per brevità, capace di trasmettere storie condivisibili – e non si intende ‘remixabili meccanicamente su Instagram’ – ma talmente sottili nella loro sincerità da far parte inevitabilmente di altre vite, di altre persone in infiniti angoli del pianeta. La sua esperienza continua così a rivivere nella sua eco. In questa fiorituira di memoria collettiva la MUSICA ci aiuta a capire quella ‘cosa’ (dolore, gioia, sofferenza, successo) che ci sta capitando. E’ una Rivelazione.
A quel tempo se ‘quella cosa’ capitava a tanti, era Rivoluzione.
Del concerto in arrivo (il 24/10/2026 Live @ Booogie Club) ci scrive una nota LUCIO BARDI, che riportiamo alla lettera «Dal gennaio del 2024, ho cominciato a suonare e cantare da solo, nonostante una carriera da chitarrista professionista, svolta da più di 50 anni, con molti cantautori famosi, come Edoardo Bennato e Francesco De Gregori, Eugenio Finardi… Il mio desiderio, che coincide con il mio percorso musicale, è il doveroso tributo che devo a mia sorella maggiore Donatella Bardi, nota folk singer, di alcuni decenni fa e scomparsa prematuramente all’età di 45 anni, il 13 dicembre 1999. Ho allestito un concerto che comprende brani inediti scritti insieme a Lei, di prossima pubblicazione, con alcune canzoni del suo unico album, inciso per la Warner, nel lontano 1975 (“A Puddara è un vulcano” 1975) e alcune canzoni di famosi cantautori con i quali Lei ha cominciato, come Eugenio Finardi e/o Edoardo Bennato. Questo progetto coincide con il mio percorso musicale, mettendo in scena, oltre ad un ricordo a me molto caro, tutta la mia formazione musicale, che comprende un periodo artistico molto importante, per la musica leggera italiana.»
Per la sua storia, per le sue collaborazioni Lucio Bardi è una miniera di notizie storiche rispetto a un’epoca importantissima per la musica (ndr inizia a suonare nel 1970). Non che le successive sino ad arrivare ad oggi non lo siano (momento pinocchio consolatorio per i contemporanei), ma quell’epoca ha consolidato l’essenza del cantautorato italiano. Merita rispetto, attenzione, studio. Dobbiamo osservare, ricordare e studiarne i passaggi. Anche per questo, il racconto vivo delle persone che l’hanno vissuta diventa cruciale. Senza, rischiamo di dimenticare dettagli importantissimi e di guardare a quel momento solo come una cartolina pittoresca e sbiadita, soprattutto non ne comprendiamo il senso. Che invece oggi dobbiamo ritrovare. Sì, dobbiamo.
LA TIMELINE IN BREVE DEL CANTAUTORATO ITALIANO
Anni ’50 La transizione e la rivoluzione di Sanremo
Anni ’60 La prima generazione e la scuola genovese/milanese
Anni ’70 Il periodo d’oro e l’impegno politico
Anni ’80 e ’90 Evoluzione stilistica e contaminazione
I motivi per cui si fa(ceva) la musica sono importantissimi.
C’è stato un periodo storico, in cui è sembrato, nell’intero mondo occidentale, che tutto stesse cambiando e che la musica avesse un ruolo straordinario nella diffusione di questa convinzione, di questa idea: che il mondo davvero si potesse cambiare.
Con la chitarra e la voce, Donatella incarna lo spirito di una stagione in cui la musica era anche uno strumento di cambiamento e un modo diverso di concepire le relazioni tra le persone. Nel suo percorso incontra e affianca artisti come Claudio Rocchi, Alberto Camerini, Eugenio Finardi, Fausto Leali e Jenny Sorrenti. In seguito, la sua ricerca vocale si intreccia con quella di Demetrio Stratos e Paolo Tofani, fondatori degli Area, fino allo studio del canto lirico. Nel panorama indipendente dei primi anni Settanta, Donatella rappresenta una voce femminile originale, parte di una nuova maniera di intendere la vita e la comunicazione. Era il tempo in cui sembrava davvero possibile cambiare il mondo. E la musica contribuiva a immaginarlo. Muore a 45 anni nel 1999. Il suo percorso artistico si interrompe, ma resta la testimonianza di una voce legata a una stagione particolare della musica indipendente italiana.




DONATELLA BARDI (1954–1999) foto da archivio personale di Lucio Bardi
LUCIO , CANTA DONATELLA BARDI
Sabato 24.10.2026 Boogie Club Roma
🟡 Per la prima volta al Boogie
Per PRENOTARE Tel o WhatsApp 3331279800
Per noi del Boogie Club è stata una scoperta e un onore avvicinarci a Donatella Bardi, che non conoscevamo come probabilmente moltissimi di voi, perché il suo passaggio nel mondo della musica è stato breve, data la sua malattia e la sua prematura scomparsa, ma oggi Donatella torna a parlarci grazie al fratello Lucio, che la suona e la canta sabato 24 ottobre 2026, al Boogie Club con un concerto in cui il grande chitarrista ripercorre il tempo trascorso accanto a sua sorella, artisticamente e umanamente. Una stupenda sorella maggiore che lo ha condotto nei meandri di quello che fu il più importante cantautorato della storia e che, senza ombra di dubbio, lo è ancora oggi. (va detto su!). Perchè Donatella diventò proprio in quel momento e sia pure per un breve periodo, l’incarnazione di quella nuova maniera di intendere la vita e la comunicazione fra le persone.
Che momento era
Fabrizio de André, Umberto Bindi, Gino Paoli, Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Giorgio Calabrese a Genova, e Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Nanni Svampa e tanti altri a Milano erano già dei fari guida; il cantautorato si lega indissolubilmente ai movimenti sociali, al Sessantotto e alla contestazione politica. Nascevano i grandi raduni di controcultura giovanile, i locali storici come il Folkstudio di Roma, e figure iconiche come Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Lucio Dalla, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Rino Gaetano.
Era l’epoca in cui si contestava e si veniva contestati e la musica era strumento e strada da percorrere, che offriva la vista di un possibile mondo migliore. Era possibile e ci credevamo. Caro oggi, come ti suona questo?

I Bardini Brothers «Gli amici ci chiamavano i “Bardini Brothers” .. per prenderci in giro. Ma io accompagnavo Donatella nei suoi concerti, appena possibile e quando non suonavo con Camerini, Finardi o Bennato… Nel ‘76, in questa formazione partecipammo anche ad un grosso concerto con tanti artisti, a Gemona, per i terremotati del Friuli e a Roma, nel ‘78, ad un grosso festival giovanile a Villa Ada (ospiti tanti artisti come Bennato, con Roberto Ciotti). I Bardini Brothers sempre presenti!» Lucio Bardi

Lucio Bardi, chitarre Nato a Milano, il 13/11/1958 frequenta il Liceo Artistico “Brera”. Inizia a suonare nel 1970, accompagnando la sorella Donatella Bardi, già nota cantautrice, (L:P: “A Puddara è un vulcano”). Seguono collaborazioni, per oltre quarant’anni di attività, fino al 2017, con A. CAMERINI, E. FINARDI, EDOARDO BENNATO, L. BERTE’, P. PRAVO, MARCELLA BELLA, F. MANNOIA, L. BARBAROSSA, IVANO FOSSATI, FRANCESCO BACCINI, R. VECCHIONI, F. DE GREGORI e altri. Studia chitarra classica, privatamente con il Maestro Mauro Storti e canto lirico (baritono) presso il Conservatorio di Piacenza. Nel 1991 fonda, “ENSEMBLE”, un complesso di musica “colta e popolare” e comincia un percorso musicale attraverso “la letteratura, il teatro e la musica”, tutt’ora in attività. Insegna chitarra d’accompagnamento, dal 1983 al 2014, privatamente e presso le scuole private di musica: “Ricordi Music School” e “Freesound” di Milano.
BOOGIE CLUB ROMA – 11° ANNO
Ristorante, pub con musica dal vivo
Via Gaetano Astolfi 63/65 (Portuense-Marconi)
🕘 OPEN 20:00 LIVE 21:30
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Su Donatella Bardi, un ricordo di Simon Luca Favata (L.P. “Per proteggere l’Enorme Maria” 1971)
Caro Lucio, ricordando tua sorella Donatella, ti racconto un particolare che non ho mai dimenticato. Tu sai che ho portato il grande coro dell’Enorme Maria a Sanremo per accompagnare Fausto Leali ne ‘La bandiera del sole’. Il pomeriggio delle prove in teatro, eravamo tutti seduti ad aspettare il nostro turno. Tra un’esibizione e l’altra di prove c’era sempre un intervallo (circa 10 min.) per permettere ai tecnici di cambiare il set. In uno di questi intervalli, tra una chiacchiera e l’altra, sento la voce di Donatella che, seduta dietro qualche fila, con Alberto Camerini, inizia a cantare una canzone (non ricordo quale), piano piano il vocìo si spegne, lei continua a cantare dolcemente, sul palco i tecnici si fermano, ascoltano con noi, immobili, in silenzio assoluto, fino alla fine del brano. L’incanto. L’applauso naturale di tutto il teatro. Ecco. Questa era Donatella. Una grande artista.

di Cristiana Piraino
23.10.2026
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