Sai qual è la differenza tra aperitivo ed happy hour?

Pubblicato il 23/03/2017


Quello dell’happy hour a Roma è ormai un vero e proprio rito. L’abitudine di incontrarsi dopo il lavoro per bere un drink o un aperitivo in compagnia di amici e colleghi è entrata a far parte della quotidianità e del vivere comune, con piccole sfumature che differiscono a seconda della zona d’Italia in cui ci si trova. Che si scelga di sorseggiare uno Spritz a Venezia o un calice di Grillo a Palermo, la formula non cambia poi molto e neanche l’intento: ritrovarsi e trascorrere insieme qualche ora spensierata. Tuttavia non tutti sanno che, in realtà, esistono delle sottili differenze tra quello che viene comunemente chiamato “aperitivo” e quello che invece prende il nome di “happy hours”.


L’aperitivo

Darsi appuntamento per un aperitivo è ormai un must, un’abitudine ormai profondamente radicata tra giovani e meno giovani di tutta Italia. In realtà le origini dell’aperitivo sono piuttosto antiche. Già nell’antichità i romani usavano bere il “mulsum” una bevanda a base di vino e miele e anche l’etimologia della parola sembra derivare dal latino “aperitivus” (“che apre”), per indicare una bevanda che “apre” i pasti, stimolando l’appetito. Nella sua più moderna accezione, l’aperitivo nasce nel 1786 quando a Torino nasce il Vermut prodotto mescolando vino bianco e un infuso di 30 spezie: la formula riscuote grande successo e inizia ad essere prodotta da Martini&Rossi e da Cinzano, poi esportata in tutto il mondo con il nome di Martini e usata come base per numerosi cocktail. Dalla fine dell’800 in poi, quella di gustare un cocktail in compagnia diventa una vera e propria moda, prima nelle grandi città e poi pian piano nel resto del paese e nel mondo intero. Oggi l’aperitivo è inteso come l’abitudine di sorseggiare un cocktail (analcolico o alcolico) o un calice di vino in compagnia, da accompagnare ad olive, snack e patatine e tartine a partire dal tardo pomeriggio per stimolare l’appetito prima della cena.


Un aperitivo “rinforzato”

Accanto al tradizionale “aperitivo”, quella dell’happy hour a Roma è un’abitudine ormai diffusa e consolidata. Come accennato, la differenza rispetto all’aperitivo è piuttosto sottile ma merita di essere chiarita. L’happy hour nasce come trovata promozionale dei bar e dei pub anglosassoni per stimolare il consumo di bevande alcoliche (birra, vino, cocktail) proponendoli a prezzo ridotto in una determinata fascia oraria. La formula nasce proprio quando i pub anglosassoni iniziano a proporre consumazioni a prezzi vantaggiosi per un intervallo di un paio d’ore nel tardo pomeriggio. Nell’attuale accezione, l’happy hours rappresenta proprio un intervallo “felice” nel quale è possibile rilassarsi e concedersi un cocktail in compagnia, accompagnato da un buffet ad una cifra accessibile. Si tratta, quindi, di un aperitivo “rinforzato”, di un cocktail accompagnato da abbondanti stuzzichini in grado di sostituire la cena. Chi è in cerca di un locale per l’happy hour a Roma può scegliere ogni giorno le proposte e le divagazioni del Boogie Club, con ottimi cocktail e tanti gustosi sfizi salati.