Perché il blues si chiama così?

Pubblicato il 23/05/2017


Ascoltare buona musica blues a Roma o nel resto d’Italia oggi è un desiderio alla portata di tutti. Sono sempre di più i locali che inseriscono all’interno della loro programmazione di musica dal vivo artisti e serate interamente dedicate a questo genere musicale. Esso ha influenzato numerosi altri generi musicali (jazz, bluegrass, rhythm and blues, talking blues, rock and roll, e musica pop) e si è diffuso rapidamente in ogni parte del mondo, ancora oggi apprezzato da appassionati e intenditori, ma anche da giovani e giovanissimi. Il merito è dei grandi artisti che hanno portato in auge questo genere musicale: B.B. King, James Brown, Bessie Smith, T.Bone Walker, Robert Johnson, John Lee Hooker, Jimi Handrix, Eric Clapton e molti altri.


Origini e caratteristiche

Il Blues è un genere musicale caratterizzato da una struttura ripetitiva di dodici battute e da una melodia composta da quelle che vengono definite “blue note”. Le sue origini sono legate ai canti che intonavano gli schiavi delle comunità afro-americane durante il lavoro nelle piantagioni a Sud degli Stati Uniti. Per questo è spesso considerata una manifestazione di dolore e sofferenza, nonché un poetico strumento di denuncia. Le blue note e la tipica struttura antifonale (di chiamata e risposta) propria delle canzoni di lavoro degli schiavi e dello Spiritual, avvicinano il Blues ai canti dell’Africa Occidentale. Nonostante i suoi sviluppi e le successive contaminazioni, ancora oggi nella musica blues permane un tono romantico e nostalgico che lo rende così unico e toccante.


L’etimologia della parola Blues

Quanto all’etimologia della parola Blues, con ogni probabilità, l’origine risale all’espressione “to have the blue devils” che, letteralmente, vuol dire “avere i diavoli blu”. Tale espressione veniva utilizzata nel linguaggio colloquiale con il significato di “essere triste”, poiché nei paesi anglosassoni il colore blu è comunemente associato ad uno stato di tristezza, infelicità e sofferenza. Questo termine, dunque, si prestava particolarmente bene ad esprimere il dolore legato alla condizione di schiavitù degli afro-americani dell’epoca.

Chi desidera tuffarsi nell’atmosfera coinvolgente della musica blues a Roma può scegliere tra uno dei tanti eventi in programma al Boogie Club.